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Outdoor library – Che cos’è la fiaba?

asilo nido sarzana

Nell’avventurosa quotidianità di una piccola scuola dove si apprende, si sperimenta e si cresce sotto un soffitto fatto di nuvole e circondati da pareti di alberi, c’è un momento molto importante dove ogni bambino, dal più piccolo al più grande, è chiamato ad affrontare un viaggio speciale.
Un viaggio che non può essere compiuto mettendo un passo dietro l’altro, ma aprendo semplicemente il proprio Io a un flusso ininterrotto di fantasia.

Stiamo parlando di quei viaggi avventurosi, unici e speciali che solo aprendo le pagine di un libro possiamo fare.
A un certo punto della routine mattutina, mentre qualcuno si arrampica sull’albero, qualcuno costruisce un castello fatto di rami e foglie; mentre un paio di amici si dedicato alla cura delle piante aromatiche e quattro o cinque decidono di giocare realizzando un percorso, interrotto solo dal piccolo esploratore con la lente di ingrandimento, una delle educatrici si avvicina alla zona lettura e alla “outdoor library”.
Ognuno di quei piccoli amici coglie quell’attimo e, chi prima o chi dopo, abbandona (o termina) il suo intento per avvicinarsi, sedersi sull’erba e iniziare ad ascoltare.

È il momento dedicato alla lettura.

La lettura all’aria aperta è un momento che va progettato con attenzione. È un luogo che va ideato con precisione. Perché all’aria aperta gli stimoli sono davvero tanti, ma non per questo nemici dell’attenzione o della concentrazione. C’è sempre spazio per un buon racconto, una fiaba o una favola.

Basta cogliere il momento adatto, basta ricreare con cura il luogo in cui si desidera svolgere questo tipo di attività, partire per questo viaggio. I bambini seguono, senza difficoltà, senza ritrosie; la lettura è per loro un istante importante e lo comunicano non rinunciandovi mai.

Ma prima di condividere con voi le idee e gli spunti, ma soprattutto le riflessioni e le applicazioni pratiche per una “outdoor library” e un angolo lettura esterno soddisfacente e pratico (lo faremo nel prossimo articolo) fermiamoci a riflettere sul nostro strumento libro, su ciò che contiene e che vogliamo condividere con i bambini:

Che cos’è la fiaba?


La Fiaba nasce come elemento di intrattenimento, convivialità e socializzazione popolare già a partire dal periodo medioevale, ma entra a far parte dell’universo infantile solo intorno al 1600, dapprima supportata e tramandata da una tradizione orale e poi, solo più tardi, in forma scritta. Ancora oggi la Fiaba è un elemento essenziale del patrimonio culturale dell’umanità, un linguaggio potente ed espressivo capace di comporre in forma strutturata i vissuti profondi di ogni persona. La Fiaba utilizza la meraviglia, la magia, il mito e il soprannaturale per raccontare in modo organizzato le emozioni, le pulsioni e i desideri dell’esperienza umana.

L’utilizzo delle Fiabe e delle Favole come linguaggio espressivo è uno strumento molto utile, seppur troppo spesso sottovalutato, a far crescere emotivamente i bambini e a potenziarne le capacità di espressione dei propri vissuti interiori.

La lettura di una Fiaba apre un canale comunicativo bambino-bambino / bambino-libro / educatore-bambino attraverso il quale vengono attivati diversi fondamenti cardine del mondo infantile quali: emozioni, fantasia, mondo dell’immaginario e dell’invenzione.

La Fiaba è uno strumento fondamentale per raggiungere il mondo interiore dei bambini, anche gli aspetti più inconsci e profondi, permettendo loro di elaborare i propri vissuti, raccontarsi e crescere attraverso l’esperienza narrativa.

Per il bambino le Fiabe sono una fonte inesauribile di sapere. Le Fiabe affrontato il tema del bene e del male, della violenza, della tentazione e del capriccio, ma anche del sacrificio eroico e del trionfo del giusto. Ogni narrazione porta con sé un carico di sentimenti intensi che vengono attivati nell’inconscio di chi ascolta e permettono di far emergere, e poi rielaborare, vissuti personali profondi e delicati. Attraverso l’ascolto il bambino familiarizza con la normalità delle pulsioni e dei sentimenti forti; può sentirsi impavido, spaventato o invidioso, ma avrà sempre la certezza che questo tipo di esperienza ha un inizio e una fine ed è confinata in un luogo astratto lontano dal suo quotidiano. Questa distanza gli consente di esprimere vissuti e sensazioni che altrimenti potrebbero apparire insopportabili e dolorosi. Così la raffigurazione intensa del sentimento, e la sua incarnazione in una figura mitica e non reale, permette al bambino di affrontare i momenti in cui pulsioni come la rabbia, la tristezza o l’estrema felicità devono essere sopportate, incanalate e gestite.

Il bambino sarà attratto da alcuni personaggi e ne respingerà altri in relazione ai vissuti che più risuonano dentro di lui, proprio perché la Fiaba fa da specchio alle sue emozioni.

Compito fondamentale dell’educatore è osservare quali parti del brano narrato hanno affascinato maggiormente i suoi piccoli ascoltatori, ma anche spaventato, irritato o deluso. Ogni reazione è preziosa per sviluppare un progetto di dialogo, di conoscenza ed evoluzione del bambino. Per questo motivo la Fiaba non deve essere edulcorata, ma solo adattata visivamente ed espressivamente all’età dei bambini, lasciando loro la necessità psicologica di misurarsi con il mondo per come effettivamente è, nel bene e nel male, lasciando però un aspetto di fondamentale importanza: la sicurezza di una conclusione a lieto fine.

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